Nuovi Autori… Nuovi Sognatori…

Il sogno è scomparso stanotte, nessuno sa dove è il nostro signore Morfeo… Il mondo dei sogni è in decadenza… Io e il signor Caino, cerchiamo nuovi viandanti di sogni… Per continuare la nostra ricerca…
– Abele, da “Manifesto sulla bacheca della Taverna ai confini del tempo..”

Sono passati ormai 4 anni dall’apertura di questo blog, e siamo arrivati ad avere 17 autori. Ma i mondi dei Sogni sono ancora vasti e per la maggior parte inesplorati. Ancora molti racconti devono essere scritti e molte storie devono essere raccontate. Se qualcuno ha un racconto, una storia o un sogno che vuole condividere con il mondo questo è il posto giusto dove pubblicarlo.

Cerchiamo nuovi autori e collaboratori per il nostro blog. Chiunque è interessato ci scriva via mail al Viandante dei Sogni: mondidelsognatore@hotmail.it
o ci contatti tramite facebook alla pagina ufficiale dei Mondi del Sognatore.

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L’ultima Notte

La sigaretta scivola dalle mani stanche.
Il vecchio si accascia a terra aspettando l’ultimo rantolo di respiro fuoriuscirgli dalla bocca…
È notte fonda ormai sul vecchio ponte, e l’uomo di mezzanotte con il suo sassofono intona  un sottofondo blues.
Il dolce suono del sax si unisce ad un violino distante, e il vecchio ride appoggiandosi una mano al cuore
Danzando dolcemente, la bambina avanza, con il violino stretto tra il collo e la spalla, e il cuore stretto tra la litania gentile e il battito orgoglioso del vecchio cuore decrepito.
La sua lunga gonna nera ondeggia al suo volteggio e i capelli corvini si librano al vento come mossi da fili di un invisibile marionettista.
Gli occhi grigi e spenti del vecchio si illuminano di commozione all’arrivo della giovane.
“alla fine sei arrivata, è da ormai molto tempo che ti aspettavo, non sei come t’immaginavo”
La voce del vecchio echeggia nel buio della notte, stanca, quasi soffocata dalla convulsiva tosse…
La bimba di tenebra si avvicina lievemente, e con un dolce sorriso muove il suo viso verso di lui.
“non sembri spaventato, spesso nel riconoscermi sbiancano in volto, ma tu ti sei limitato ad un sorriso”
la voce di lei era fina e lieve, e sembrava ben incorniciarsi al sottofondo musicale che l’uomo di mezzanotte regalava al mondo. Un atmosfera di bianco e di nero, di colori seppia, di luci e di ombre, mentre il lampione illuminava il viso  rugoso e consunto del vecchio.
La ragazza abbandona a terra il violino e porge una mano al vecchio che la guarda, ricambiando quel dolce sorriso. Con una ritrovata forza il vecchio si alza e le prende la mano stringendola forte a se.
I due improvvisano dei passi di danza. Il delirio folle che aleggia intorno a loro rende l’atmosfera surreale, ma a loro non importa, danzerebbero per l’eternità se ne fosse concesso, danzerebbero fino a che non cessi musica, fino a che il mondo non cade nell’oscuro abisso del silenzio.
E danzano, danzano fino a che l’uomo di mezzanotte non scompare lasciandoli soli sul vecchio ponte…
L’alba si sta alzando e il vecchio si accende la sua ultima sigaretta ammirando per l’ultima volta il sole gentile che si eleva dalla città, con accanto quella piccola, gracile e nera fanciulla che le accenna un breve sorriso di assenso. Gli occhi del vecchio sono colmi di lacrime come non lo erano da ormai secoli, riflettendo tra se e se il vecchio non ricorda nemmeno se ancora sapeva piangere di gioia, ma la lacrima che timidamente si fa spazio sul viso logoro del vecchio lo smentisce.
Un ultimo sorriso, un ultimo bacio nel silenzio mentre le ombre lasciano il posto alla luce su quel vecchio ponte.Un piccolo dolce bacio che sembra valere più di mille promesse, un bacio più potente di un milione di poesie. Il più dolce bacio della sua vita.
La sigaretta scivola dalle mani stanche.
Il vecchio si accascia a terra aspettando l’ultimo rantolo di respiro uscirgli dalla bocca.
Un ultima risata beffarda al mondo mentre vede la ragazza andare via portata dal vento, e scomparire all’orizzonte, portandosi con se la vita del vecchio.

La Luna non risponde

essere sulla soglia
vedere il buio davanti a te
potresti indietreggiare ma non lo fai
sfidi quella belva tentacolare di nera notte…
soffocante trattieni un gemito di paura…
la solitudine, quella bestia dal volto vuoto ogni notte ti cerca
ti vuole portare via con se
ti pervade
insonne vaghi in cerca dei tuoi pensieri perduti
urli la tua rabbia alla luna
ma ella se ne sta li, immobile
ti scruta protetta dalle stelle
e nulla sembra possa permearla
una timida goccia ti riga il viso
scende fino all’angolo della bocca per poi cadere nel vuoto
una sensazione che esprime la rabbia e il rancore eterno per la propria frustazione
l’eterna sfida per la gioia che cede al primo segno di malinconia
una sensazione che non puoi mai dimenticare
gridi alla luna, le urli tutta la tua tristezza
ma lei non ti risponde
lei non lo fa mai
e quindi rimani li a fissarla con i tuoi pensieri per la testa
fino a quando la tristezza non scompare
fino a che trovi una certezza
ogni volta che provi un senso di forte nostalgia
ogni volta che lo stress ti attanaglia
ogni volta che ti senti soffocare per la malinconia
e la tristezza prende il sopravvento
ogni volta, la vita ti pulsa più forte nelle vene…
puoi sentirla fluire attraverso te
ti rende forte e fragile allo stesso tempo
non puoi farne a meno, il dolore è nella natura umana
“Ed è un immenso e smisurato piacere”

Citando un grande amico chiudo con la sua frase che mi ha più colpito…
“sono felice della mia tristezza”

Grazie

Grazie amore mio che mi sei sempre accanto
Che mi sopporti, e dio solo sa quanto è difficile
Che ti arrabbi, ma sempre per farmi capire i miei sbagli
Che trovi sempre il modo di consolarmi

A te che mi hai cambiato la vita
Riempiendo di gioia i miei momenti vuoti
Facendo crescere un uomo che dentro è ancora un bimbo sperduto

Grazie per i tuoi sorrisi
I più belli del mondo
Per la felicità che mi trasmetti anche con un solo sguardo
E per i bei momenti che ho passato vicino a te

E grazie ancora di essere sempre stata accanto a me
Di aver creduto in noi due anche nei momenti più difficili
Affrontandoli insieme quando era più facle scappare

Grazie, di tutto l’amore che mi doni
Perchè cio che mi dai tu è unico ed insostituibile
Perche sei la sola cosa di cui ho bisogno

Auguri amore mio, questa giornata è per te…

Il Viandante dei Sogni

Molti, moltissimi anni fa, in un paradiso terrestre viveva un sognatore…
Era un ottimo poeta e componeva bellissimi sonetti, ed era anche un bravo musicista.
Ogni sera, in riva al mare, recitava sempre nuove parole d’amore pizzicando le corde della sua lira per la sua amata Luna. Ed ogni sera Ella, candida nel cielo, gli sorrideva e lo illuminava con la sua bellezza.
Però un Dio Tiranno era geloso dell’amore che il giovane provava per la Luna. Anche egli la amava ma era destinato a inseguirla sempre nel cielo senza riuscire a incontrarla. Erano rari i momenti in cui il Tiranno Sole riusciva a raggiungerla, e i loro incontri erano sempre fugaci.
In una fresca giornata di estate in cui il giovane sognatore riposava all’ombra di un cipresso, il Sole raggiunse il giovane. <Come osi tu, mortale, posare la tua vista sulla mia Amata, quando io, sposo per diritto, non riesco mai ad averla> disse con voce tonante. <Se io non posso vederla, allora neanche tu la vedrai mai più>. Detto questo un raggio di luce inondò l’aria, e questa fu l’ultima cosa che il giovane vide, dopo di che il Sole se ne andò portandosi con se gli occhi del sognatore.
Passarono le stagioni, rincorrendosi l’un l’altra in una danza infinita, e il sognatore, sempre meno giovane cominciò a girovagare per il mondo portandosi con se sempre la sua lira e i suoi sonetti e regalando momenti magici a chiunque incontrasse, sempre con la sua solita allegria e spensieratezza, sempre con il sorriso sul volto e lo sguardo al cielo a cercare la sua amata che non poteva vedere, ma che portava sempre nel cuore. Ovunque passava, il Viandante portava nuovi sogni a chiunque avesse voglia di sognare.
Un giorno, molti anni dopo, il Viandante si ritrovò a sedere all’ombra del cipresso alla ricerca di un riparo per le sue membra ormai anziane e stanche. I capelli bianchi coprivano il suo viso ormai rigato dagli anni, eppure con il suo solito sorriso dolce e spensierato. Ancora una volta il Sole gli di avvicinò e, dopo essersi seduto accanto a lui, gli chiese <Ora sai cosa provo io, un intera esistenza senza poter vedere il volto della propria amata. Ma dimmi, vecchio viandante come fai a vivere sempre con il sorriso, a non essere triste dato che ti ho privato della luce? Come fai a non arrabbiarti, a non rammaricarti?>
Il vecchio a quelle parole ricambiò con un sorriso compassionevole. <Vedi, Grande Tiranno, tu puoi vivere per sempre, ma sarai destinato a seguire per sempre la nostra amata Luna, non riuscirai mai ad averla solo per te. Al contrario io sono solo un umile mortale, ed ormai la mia vita l’ho vissuta. Potrai anche avermi rubato la luce, ma Io tra poco sarò morto, e alla mia morte, mi unirò alla miriade di stelle che ogni notte accompagnano la mia amata Luna nel cielo notturno. E sarò per sempre accanto a lei.>.
Dagli occhi del Dio Sole scese una lacrima. Lentamente, il dio eterno di alzò, poi guardò intensamente il viandante con enorme odio e immensa tristezza. Poi si voltò, dandogli le spalle e cominciò a camminare all’orizzonte dicendo le sue ultime parole al viandante. <Allora, vecchio sognatore ti concederò un ultimo dono, il dono a cui tutta l’umanità ambisce da quando nacque il primo uomo, la cosa che tutti desiderano più di ogni altra cosa. Ti concederò l’Immortalità>

Sputo pensieri in formato digitale
Su un foglio di carta virtuale fatta di 0 e di 1
E trovo consolante la compagnia del suono dato dall’input della tastiera sullo schermo del tablet
A volte mi trovo a parlare da solo
parlo con il mio amico elettronico che a suo modo cerca di riscrivere il tutto.
Faccio cadere un fiume di pensieri tra i bit della memoria del mio computer..
Oggigiorno il computer è il miglior amico di ogni persona
È lui che ascolta i nostri sfoghi e di aiuta a memorizzare ciò che non ricordiamo…
Quanti di noi si sono ricordati di un compleanno solo perché è stato il nostro amico virtuale a ricordacelo….
Interfacciamo le nostre menti alla rete e troviamo il coraggio di dire tutto ciò che non avremmo mai neanche pensato senza lo schermo davanti.
Senza i limiti dell’essere fisico ci sembra di poter dire qualsiasi cosa, e nulla può avere una conseguenza.
La legge del progresso permette alle nostre menti di regredire lasciando il posto ai nostri amici virtuali, facendo in modo che ci sia sempre meno bisogno di pensare, sempre meno bisogno di agire, sempre meno bisogno di essere…
Drogati di tecnologia a cui di essa non sappiamo farne a meno, ci dimeniamo e di sforziamo di piacere alla gente dall’altra parte dell’apparato digitale facendo sfoggio di bellezza fisica e mentale in stanze di ritrovo elettronico e neanche rivolgiamo la parola a gente che abbiamo accanto…
Perdiamo intere giornate navigando tra server senza rotta e senza meta, sostando di quando in quando in qualche isola felice che appaghi il nostro animo…
Morti dentro, svendiamo frammenti d’anima in mondi digitali solo per far vedere al mondo che esistono altri esseri patetici come loro, o forse per dimostrare che esistono persone patetiche come noi…,
O forse perché, un po per insonnia, un po per tristezza, a certe ore del mattino non troviamo altro da fare che scrivere, e dimostrare di essere vivi, attirando a noi esseri simili…
Per dimostrare che dopotutto non siamo soli in questo piccolo grande mondo digitale…

App e Tablet

Provo questa nuova app per tab e smarphones (una applicazione per scrivere note sul tablet) e mi accorgo quanto fa schifo il modo di vivere la vita moderna.
Tre quarti della mia frase era in lingua semi-inglese e gergo moderno… quale diavolo di gergo… stiamo ammazzando la lingua italiana, la maggioranza delle persone non sa neanche come si usa la punteggiatura e non si fa altro che ridurre le parole, come se scrivere “perché” fosse più faticoso di scrivere “xche”, e tanto mi ha fuso questo modo di scrivere che  comincio a infilare tre punti ovunque….
a volte quando sono su facebook stento a capire cosa c’è scritto tra diminutivi, maiuscole messe a cAzzO dI cAnE e “xd”, “lol” e cose varie…
per non parlare della gente che spende un mucchio di soldi per ipad, iphone e altre cazzate e dopo si lamenta che c’è crisi… ma quale cazzo di crisi se spendi un migliaio di euro per un cellulare con manie di grandezza, spiegamelo!

certo che fa davvero male l’insonnia…
sono qui alle 4 del mattino a sparare cazzate sulla vita moderna (fa molto guccini)…
e pure tutto ciò non fa altro che provare quanto anch’io mi sia conformato al mondo moderno, drogandomi di tecnologie e scaricando applicazioni per tablet… tutto ciò non prova altro che anch’io, man mano sto diventando ciò che ho sempre ripudiato…
e forse un giorno anch’io manderò a puttane l’italiano e comincerò a scrivere per diminutivi e simboli…