Il cielo piange.

Ed ero li immobile, perso nei miei soliti stupidi dilemmi. Quando il cielo iniziò a piangere, le file di macchine si formarono in fretta. Luci di semafori e gocce di pioggia facevano l’ amore sul mio parabrezza, spazzavo via tutto con un colpo di tergicristalli. Via tutto come questi anni. Sembrava non volesse finire di piangere questo maledetto cielo, come se sapesse quello che provavo come se volesse farsi gioco di me. Clacson e urla sembrano andar di pari passo, cazzo quanto odiavo quella città, almeno quanto odiassi me stesso. Avrei dovuto lasciar tutto e scendere dall’ auto per mettermi a cercare, tra quell’ infernale colonna di ferraglie dove avevo gettato il mio debole cuore. Ma come sempre sono stato un codardo, d’ altronde cosa ti aspetti da uno come me. Me lo hanno sempre detto, il coraggio non è il tuo forte.
Sciocco e bugiardo mi dicevano, cosi sciocco da aver buttato tutto nel cesso. Cosi bugiardo da aver mentito a me stesso dicendomi “Su dai sistemerai tutto”. Cazzo quanto piangeva il cielo, quanto piangevo io. Ma la vita è come il cielo, spesso pioverà ma dopo ci sarà sempre il sole. Basterebbe solo avere il culo di aver dietro con se sempre l’ ombrello, o almeno un po di forza per non lasciarsi andare. Si un po di forza è quello che serve ad uno stronzo come me. Forse anche tu ora sei sotto la pioggia come lo ero io, forse anche tu mi stai maledendo come facevo io.

Dio mio.
Come ricordo le tue parole.
Come un lampo a ciel sereno.
Ma oggi corro via, con il vento tra i capelli.
Giorno dopo giorno, cerco di ricostruirmi ripartendo dalle mie macerie.
Ora i miei occhi non sono più rossi.
Niente più rabbia nel cuore.
Del vuoto si, ma che ricolmerò man mano
Da tempo non vivevo più, da tempo non lo volevo più.
Ma ora come una forte scossa tutto torna a muoversi.
Ho lasciato il bello e il dolci momenti nei ricordi.
Ho seppellito il dolore e le sofferenze cosi in fondo.
Da non trovarle più, da non ricordare più.
E se un giorno torneranno a galla saprò dove rifugiarmi.
Dove trovare pace, dove trovare forza.
Grazie, grazie per tutto.

Nostalgia.

E sopraggiunge come un lampo.
Ti consuma dentro, ti deruba della gioia.
Amico mio avevi ragione, le cose belle non durano per sempre.
Giunge sempre quella fatidica fine da cui scappiamo.
Risale dalle profondità e dall’ oscurità questo rimorso.
E con i suoi artigli si aggrappa all’ anima.
Lacerando tutto ciò che di bello trova.
Lasciando con se un amaro sapore di nostaglia.
Ho promesso a me stesso cosi tante volte, che sarei sopravvissuto a tutto questo.
Ho corso attraverso ogni mia più segreta paura.
Abbracciato ogni fievole sogno.
Nutrito ogni mera speranza.
Come fa male questo sapore di nostalgia.
Come mi scava dentro ogni volta, ogni istante.
Una maledizione con cui ogni uomo deve fare i conti.
Una triste e sicura certezza.
Sento che non mi abbandonerà mai.
Sento che sarà per sempre parte di me.

Strano come io ti cerchi ancora in qualche riflesso.
In mezzo alla gente, tra tanti volti e sguardi.
E chissà se come degli aeroplani ci sfioreremo in volo.
Come estranei lungo la stessa via ci incontreremo, senza accorgercene.
Ora vado via, con il cuore e la mente.
Fuggo via dal tuo sciocco ricordo, da quel tuo sorriso che mi stregò.
Mi abbandono lentamente a qualche banale speranza.
Sfioro mani, incrocio sguardi ma non sei tu.
E come un treno, però ormai fuori i suoi binari viaggio.
Alla fermata non ci sei tu ad aspettarmi.
Ma la sola e triste notte, che con un strano senso dell’ umorismo mi accoglie.
Mi sorride, e mi ricorda che sono solo.
E dolcemente una lacrima viene giù.
Solca il mio volto per poi frettolosamente essere asciugata.
C’è un uomo che piange lontano da te.
Un uomo che rinasce dal dolore.
Un cuore che batte ma senza amore.
Un anima persa, vagabonda.
Un uomo, un ombra di quello che ero.

Il tempo non ha pietà di noi.
Scorre e non guarda mai indietro.
E all’ improvviso qualche dolce ricordo torna.
Esso affiora per ferirmi e ricordarmi ciò che ho perso..
Troppi segnali, troppi gesti.
Tutto perde sapore, odore e colore.
Ricordi, stupidi ricordi.
Quella dolce brezza d’ estate.
Il profumo della pelle.
Quel cielo stellato.
Ora solo un grigio presente.
Non ascolto più, non rido più.
Nessuna emozione sembra essere vera.
Non c’è obbiettivo, ne ragione.
Ne amore, che mi dia un senso.
Creò falsi scopi.
False emozioni.
E mi ritrovo qui con me stesso a discutere ogni notte.
Fino al mattino in cerca di pace.
Strano è perdersi.
Perderti.
Non trovare casa da nessuna parte.
Strano essere senza più la proprio bussola.

Questa stanza è una gabbia.
Una gabbia di silenzio.
Dove scontare le mie pene.
Assegnatemi dai miei sogni.
Solo, con i miei peccati.
Fuggo via veloce con il pensiero.
Aiutato dalla musica e dalle fantasie.
C’è un coro di voci dal mio profondo.
Esse cantano per me, cantano di me.
Un silenzio esteriore che non copre il mio caos interiore.
I deboli raggi di sole, mi ricordano che devo lavorare.
Che devo fingere di interessarmi a tutto ciò che mi circonda.
Abbandono questa gabbia ogni mattina, ma con la consapevolezza di ritornarci.
Forse pur fingendo di non saper, di portarmela dietro sempre.
Sono io stesso la mia gabbia.
Sono il prigioniero di me stesso.

Qui nulla è cambiato.
Sono sempre fermo qua dove è finito tutto.
Penso a tutto quello che saremmo potuti essere.
Penso che tutto quest’ odio ci abbia ucciso.
Quando qualcosa è rotto non è più la stessa cosa.
Vorrei che fosse tutto facile, che potessi voltare pagina.
Non so se ogni tanto hai bisogno di me.
La notte quando sei sola, se lo sei.
C’è un tempo per tutto, c’è un tempo per dirsi addio.
Ma non ero cosi pronto, non lo sarò mai.
Frustrante la definisco questa situazione.
Guardo le tue foto, e ridi stai bene senza me.
Ho sbagliato cosi tanto.
Ho provato ha sistemare tutto.
Ed ora perchè il cuore non si arrende.
Dimentica, si abbandona.
Perchè questo sentimento non svanisce e lascia il posto alla ragione.
Rimane un dubbio, una domanda.
Se io e tu fossimo un unica anima.
Se il tempo che mi rimane lo dovrò vivere a metà.
Fa male sai, fa male davvero.
Ma non leggerai mai queste righe.
E questo è un silenzioso addio.
Mi terrò tutto questo dentro, lo farò anche per te.
Infondo tra qualche anno non ricorderai neanche più il mio volto, la mia voce, la mia pelle.
Non occuperò più uno spazio nel tuo cuore.
Ma non sono sicuro che ti potrò mai cacciare dal mio.
Mi terrò questo dolore, sarà il mio compagno.
La mia unica certezza, forse la mia forza.
Addio, il tempo è scaduto ormai.