La fragilità femminile.

Era un villano temuto da tutti.
Si atteggiava come imperatore del borgo,
tagliava teste ogni qual volta desiderava, sebbene ciò fosse sintomo di un timore nascosto.
Negava la derisione dei regni limitrofi, quantunque fosse evidente.

Possedeva la regina più affascinante, malgrado non lo realizzasse e malgrado non lo meritasse.
Ella, poteva soggiogare popoli e reami alla sua bellezza, ma
la sua anima era distante e nauseata da quel tronfio, superbo, pasciuto ed egoista Enrico VIII.
Un’unione combinata fu quella, forzata dal malcostume del tempo e dall’innocente età della damigella.

Ella un giorno poté liberarsi e realizzare sé stessa,
ma altre dame non riuscirono nello stesso intento.

Aria di Festa

Fenomeni elettromagnetici,
sono elettrizzato, ora.
Domani, nel giorno in cui mostro chi sono,
vado in risonanza.
Interferenze musicali allenano il cervello.
Ritmi e melodia
mi fanno concentrare sull’obiettivo.

Leggero come durante una qualunque ebbrezza,
spensierato come un poeta,
libero da Damocle.
Libero da lei,

ammaliato da Ella.