Brama e Piacere

Vorrei essere il tuo prato verde, il tuo sole, il tuo cielo azzurro.  E invece sono solo un’amante incompleta. Non ti dono il frutto della felicità. Non so da quale albero coglierlo. Ti donerei le mie lacrime, il mio sangue… ma sono doni destinati a sparire. Vorrei essere anche solo una millesima parte di te, del tuo mondo. Siamo vicini ma allo stesso tempo ci separa un abisso. I ricordi dolorosi voglio che siano gettati in questo abisso… con la consapevolezza che non verranno mai più a galla. E il Piacere Sublime c’è.. sopratutto in questi momenti. Lei verrà da te. Ma cosa importa? Spero Tu mi ami. Mio Caro e Dolce Amante.

PIacere Sublime seconda parte

Lacrime… solo tante maledettissime lacrime che rigano questo volto di merda che mi ritrovo. Gelosia… Il Piacere Sublime.. Sì.. oggi si fa sentire più forte… Dà fastidio.. Cerco di passare la mano sul tessuto rosso setoso che mi avvolge… ma stavolta non mi piace questa sensazione.  Voglio strapparla e  le mie mani, prive di unghie, non possono farlo. La mia lingua sanguina. L’ho stretta troppo fra i denti per evitare di urlare. Per evitare di dire qualsiasi cosa. Per me non ci sei.. Ci sei solo per Lei.. Lei che è tutto per te. Io non sono il sole che brami tanto. è Lei.

Al mio amante…

Il sapore caldo delle tue labbra è ancora sul mio corpo bianco e nudo. Il calore delle tue mani è ancora lì. Il profumo della tua pelle mi inebria al punto da sentirmi stordita. E lo sono davvero, di fronte a tanta bellezza. La tua bellezza delicata. Sei accanto a me  e ti accarezzo i capelli. Mio tenero amante… Non andare via, sebbene io ami la solitudine. Te fai parte anche della mia solitudine… Sangue, carne, pelle, profum0, sensazioni. Ti amo come un poeta ama la sua arte. Come un musicista ama le sue note. Sono come un violinista che suona una melodia bellissima ed eterna, quasi disperatamente e follemente. Ti amo mio dolce amante.

La gelosia ti consuma è vero.  La gelosia è dipinta come la bestia che divora le carni dei giovani amanti. Invece no.  La gelosia è una culla nella quale mi sento confortata. Una culla rossa di seta. Accarezzarne il tessuto e sentire il calore, il rossore che affiora sulle guance. Non è nè rabbia nè fastidio… Alcuni potrebbero chiamarlo Masochismo. Io la chiamo Piacere Sublime.

Vento che fa muovere le canne, che incorniciano uno stagno. Cielo grigio. Io sono là. Vedo una vallata, ricoperta dall’erba secca. Cammino a piedi nudi, con gli occhi chiusi e le braccia tese come se mi dovessi mantenere in equilibrio su un filo. Cammino fino a quando non inciampo in un tronco. Mi rialzo e vedo un albero davanti a me. Un salice. La sua chioma arriva fino al terreno. Mi avvicino e mi siedo con la schiena appoggiata al tronco. Perché sono qui?  Forse perchè questo è il mio limbo. E io ci voglio stare. Voglio la solitudine. La solitudine che dovrebbe essere il peggiore dei giudici, per me è una sorella che mi abbraccia. E io la lascio fare senza opporre resistenza. Buio.