No name

Ed è quando passa la rabbia che inizia la tristezza. L’ombra inizia ad oscurare tutto, penetra attraverso le ferite e ti strappa quella sicurezza che credevi mai se ne sarebbe andata, ti fa sentire stupido e impotente di fronte ad ogni scelta, mentre al buio, in silenzio, le lacrime scendono lentamente e sfiorandoti le labbra ti lasciano un sapore amaro, quel sapore che cancella ogni residuo di amore che conservavi, gelosamente, su di esse.

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Lacrime

Riprendo a scrivere, le parole indolenzite dentro la mia testa che cercano di evadere in modo casuale, senza un giusto ritmo.

Le lacrime di una madre, della propria madre, che affiorano lentamente, involontariamente, al suono di frasi così dure e piene di sconfitta nei confronti di mostri che continuano a tormentarla. Gli sguardi severi, rivolti a lei a quelle ombre, di un padre triste, confuso e arrabbiato. Una figlia, in una cucina abbraccia la madre che sfoga tutto il male che non riesce ad annientare.

Vi odio, odio voi, persone ignobili e senza cuore, che per il vostro egoismo continuate a farla piangere, a far piangere una persona stupenda, mia madre, colei che non si  mai vergognata di mostrarmi al mondo, nonostante i forti dispiaceri da me provocati, la donna che non mi ha mai rinfacciato la mia nascita per puro errore. Odio i vostri spiriti, i vostri stupidi ed orrendi volti, le vostre fottute scelte che le fanno male. Odio il vostro stare bene a discapito di chi sta morendo dentro.

Non piangere più mamma, io ti voglio bene.

Icaro

Eccomi quaggiù,

sventurata viaggiatrice,

bramosa amante,

all’ombra del ricordo di ore estasianti.

Il sole sorge,

tramonta,

gioca a nascondino tra le nubi,

mi guarda da lontano e mi sorride.

Corro,

svelte le mie gambe si muovono,

bruciano il terreno,

alzano la polvere.

Spiego le ali,

le mie ali di cera,

volo verso il sole,

accecata dalla luce della speranza.

La cera inizia a sciogliersi,

fragile candela del mio essere,

precipito.

Tu,

sole,

sei ancora lassù,

continui a sorridere,

a farmi inebriare del tuo calore.

Ho ancora tanta cera nel mio zaino.

Arty

Dietro agli occhi blu

Io lo so cosa nascondi,

dietro i tuoi vaghi occhi,

 leggo la tristezza che ti prende,

nel veder i tuoi sogni cedere.

Io lo so cosa si prova,

a cercare di nascondere un mondo,

che cerca di uscire e vorrebbe urlare.

Io lo so che le tue lacrime di catrame sono vere,

lacrime che anneriscono quel blu marino,

lacrime che fanno male,

di dolore,

che hanno solo bisogno di essere ascoltate.

Io la conosco la tua paura infantile,

che regna la tua anima nei momenti più cupi.

Io lo so ciò che la tua anima  vuole.

Tu lo sai che non posso cullare il tuo cuore.

 

Arty

Ritorno

Sei di nuovo qui, amico mio, a prenderti cura di me, ad illuminare un’altra volta la mia strada, dopo che la tua luce si era spenta. Il vento ti portò via, inconsapevolmente i nostri occhi non si toccarono più, senza una colpa, lasciando solo tanta amarezza e tante domande. Adesso ti ho nuovamente qui davanti, e guardo il tuo sorriso perdersi nell’orizzonte mentre un’altra giornata volge al termine, e gli affetti si salutano. Adesso posso ricordare sorridendo i nostri trascorsi, gli abbracci e i silenzi.

Grazie…

Arty