Il cielo piange.

Ed ero li immobile, perso nei miei soliti stupidi dilemmi. Quando il cielo iniziò a piangere, le file di macchine si formarono in fretta. Luci di semafori e gocce di pioggia facevano l’ amore sul mio parabrezza, spazzavo via tutto con un colpo di tergicristalli. Via tutto come questi anni. Sembrava non volesse finire di piangere questo maledetto cielo, come se sapesse quello che provavo come se volesse farsi gioco di me. Clacson e urla sembrano andar di pari passo, cazzo quanto odiavo quella città, almeno quanto odiassi me stesso. Avrei dovuto lasciar tutto e scendere dall’ auto per mettermi a cercare, tra quell’ infernale colonna di ferraglie dove avevo gettato il mio debole cuore. Ma come sempre sono stato un codardo, d’ altronde cosa ti aspetti da uno come me. Me lo hanno sempre detto, il coraggio non è il tuo forte.
Sciocco e bugiardo mi dicevano, cosi sciocco da aver buttato tutto nel cesso. Cosi bugiardo da aver mentito a me stesso dicendomi “Su dai sistemerai tutto”. Cazzo quanto piangeva il cielo, quanto piangevo io. Ma la vita è come il cielo, spesso pioverà ma dopo ci sarà sempre il sole. Basterebbe solo avere il culo di aver dietro con se sempre l’ ombrello, o almeno un po di forza per non lasciarsi andare. Si un po di forza è quello che serve ad uno stronzo come me. Forse anche tu ora sei sotto la pioggia come lo ero io, forse anche tu mi stai maledendo come facevo io.

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