L’ultima Notte

La sigaretta scivola dalle mani stanche.
Il vecchio si accascia a terra aspettando l’ultimo rantolo di respiro fuoriuscirgli dalla bocca…
È notte fonda ormai sul vecchio ponte, e l’uomo di mezzanotte con il suo sassofono intona  un sottofondo blues.
Il dolce suono del sax si unisce ad un violino distante, e il vecchio ride appoggiandosi una mano al cuore
Danzando dolcemente, la bambina avanza, con il violino stretto tra il collo e la spalla, e il cuore stretto tra la litania gentile e il battito orgoglioso del vecchio cuore decrepito.
La sua lunga gonna nera ondeggia al suo volteggio e i capelli corvini si librano al vento come mossi da fili di un invisibile marionettista.
Gli occhi grigi e spenti del vecchio si illuminano di commozione all’arrivo della giovane.
“alla fine sei arrivata, è da ormai molto tempo che ti aspettavo, non sei come t’immaginavo”
La voce del vecchio echeggia nel buio della notte, stanca, quasi soffocata dalla convulsiva tosse…
La bimba di tenebra si avvicina lievemente, e con un dolce sorriso muove il suo viso verso di lui.
“non sembri spaventato, spesso nel riconoscermi sbiancano in volto, ma tu ti sei limitato ad un sorriso”
la voce di lei era fina e lieve, e sembrava ben incorniciarsi al sottofondo musicale che l’uomo di mezzanotte regalava al mondo. Un atmosfera di bianco e di nero, di colori seppia, di luci e di ombre, mentre il lampione illuminava il viso  rugoso e consunto del vecchio.
La ragazza abbandona a terra il violino e porge una mano al vecchio che la guarda, ricambiando quel dolce sorriso. Con una ritrovata forza il vecchio si alza e le prende la mano stringendola forte a se.
I due improvvisano dei passi di danza. Il delirio folle che aleggia intorno a loro rende l’atmosfera surreale, ma a loro non importa, danzerebbero per l’eternità se ne fosse concesso, danzerebbero fino a che non cessi musica, fino a che il mondo non cade nell’oscuro abisso del silenzio.
E danzano, danzano fino a che l’uomo di mezzanotte non scompare lasciandoli soli sul vecchio ponte…
L’alba si sta alzando e il vecchio si accende la sua ultima sigaretta ammirando per l’ultima volta il sole gentile che si eleva dalla città, con accanto quella piccola, gracile e nera fanciulla che le accenna un breve sorriso di assenso. Gli occhi del vecchio sono colmi di lacrime come non lo erano da ormai secoli, riflettendo tra se e se il vecchio non ricorda nemmeno se ancora sapeva piangere di gioia, ma la lacrima che timidamente si fa spazio sul viso logoro del vecchio lo smentisce.
Un ultimo sorriso, un ultimo bacio nel silenzio mentre le ombre lasciano il posto alla luce su quel vecchio ponte.Un piccolo dolce bacio che sembra valere più di mille promesse, un bacio più potente di un milione di poesie. Il più dolce bacio della sua vita.
La sigaretta scivola dalle mani stanche.
Il vecchio si accascia a terra aspettando l’ultimo rantolo di respiro uscirgli dalla bocca.
Un ultima risata beffarda al mondo mentre vede la ragazza andare via portata dal vento, e scomparire all’orizzonte, portandosi con se la vita del vecchio.

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