Icaro

Eccomi quaggiù,

sventurata viaggiatrice,

bramosa amante,

all’ombra del ricordo di ore estasianti.

Il sole sorge,

tramonta,

gioca a nascondino tra le nubi,

mi guarda da lontano e mi sorride.

Corro,

svelte le mie gambe si muovono,

bruciano il terreno,

alzano la polvere.

Spiego le ali,

le mie ali di cera,

volo verso il sole,

accecata dalla luce della speranza.

La cera inizia a sciogliersi,

fragile candela del mio essere,

precipito.

Tu,

sole,

sei ancora lassù,

continui a sorridere,

a farmi inebriare del tuo calore.

Ho ancora tanta cera nel mio zaino.

Arty

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