
L’ ultimo giro di orologio.
21 dicembre 2011Vecchi signori e signore che ridono, stupidi cappellini e fischietti.
Abbraccia pieni gioia e altri che celano lunghe lame.
Balli di gruppo, balli nella penombra.
Soli nella folla, accompagnati nella solitudine.
Speranzosi di un nuovo inizio, delusi dal passato.
Le lancette si preparano all’ultimo giro d’orologio.
Il solito conduttore televisivo inneggia al conto alla rovescia.
Le mani sul tanto atteso spumante, le menti già annegate tra i fiumi d’alcol.
Saltano i tappi, gli sguardi seguono la loro balistica perfetta cosi ammalati.
E torniamo ad abbracciarci ma senza riserve tra di noi.
I balli continuano fino a notte fonda e le risate risuonano lungo le trombe delle scale.
La serata finisce e le luci si spengano.
Ci avvolgiamo sotto le calde coperte, per poi risvegliarsi in un anno che vivremo tra gioie e dolori.
Per poi tirare avanti per trovarsi al prossimo giro d’orologio.

