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Una birra per un amico.

26 gennaio 2012

Il tramonto evidenzia le sagome degli alti palazzi.
La mia birra non è più ghiacciata, e tu sei qui davanti a me.
Ha raccontare i tuoi sogni e le tue allucinazioni.
I tuoi occhi mi catturano come grandi buchi neri.
La tua risata mi consola, non ho più paura.
Tu sei qui d’inanzi a me….cosi glorioso cosi magnifico.
Sembravi conoscere i segreti del mondo, avresti potuto afferrare le stelle.
Ma ora non sei altro che un ricordo, una brezza, una voce nella mia mente.
Amico mio come è difficile, ora ho di nuovo paura.
Un vecchio suonatore di strada fa suonare il sax.
Le vibrazioni scuotano il mio animo, e aprono la mia mente.
Questo è quello che avresti detto ascoltandolo.
Dove sei ora, forse sei prigioniero della mia fantasia??.
Forse stai sorvolando gli oceani del sapere.
Forse sei perso come me nel labirinto della nostra contorta e favolosa immaginazione.
Ma di sicuro non sei qui di fronte a me.
Brindo a te mio caro vecchio amico.
Brindo a te.

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L’ ultimo giro di orologio.

21 dicembre 2011

Vecchi signori e signore che ridono, stupidi cappellini e fischietti.
Abbraccia pieni gioia e altri che celano lunghe lame.
Balli di gruppo, balli nella penombra.
Soli nella folla, accompagnati nella solitudine.
Speranzosi di un nuovo inizio, delusi dal passato.
Le lancette si preparano all’ultimo giro d’orologio.
Il solito conduttore televisivo inneggia al conto alla rovescia.
Le mani sul tanto atteso spumante, le menti già annegate tra i fiumi d’alcol.
Saltano i tappi, gli sguardi seguono la loro balistica perfetta cosi ammalati.
E torniamo ad abbracciarci ma senza riserve tra di noi.
I balli continuano fino a notte fonda e le risate risuonano lungo le trombe delle scale.
La serata finisce e le luci si spengano.
Ci avvolgiamo sotto le calde coperte, per poi risvegliarsi in un anno che vivremo tra gioie e dolori.
Per poi tirare avanti per trovarsi al prossimo giro d’orologio.

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Ricomincia la danza

1 dicembre 2011

la mano si muove a passo
la penna scorre agile e svelta
il rosso macchia il foglio
e la danza si fa soave e perfetta

parole corrono e navigano svelte sul sentiero bianco
intonando dolci melodie e sonetti
portate dalla bellissima danza della mano e della penna
su quel palco bianco tutto da riempire

fino a quando la mano si ferma
bloccata, impassibile e immobile

l’ardore di idee che si confondono nella mente
e a volte non riescono a trovare una via di fuga
la musica si ferma, le idee si bloccano
e la mano e la penna non riescono a continuare la loro danza

così tante cose da dire
e nemmeno un modo per riuscirci

e così che la mano si blocca e abbandona la penna

il tempo passa e la penna rimane sempre più sola sola
e la mano rimembra sempre più tristemente gli attimi passati insieme
ma le idee diradano sempre più
e come un vortice senza fine attirano la mano in un buio profondo

più la mano è lontana dalla penna
più le idee se ne vanno e il blocco permane
fino a che la mano ormai non dimentica la penna

ma quando ormai la penna, rassegnata e sconsolata
ha finito di sperare nel ritorno della sua mano
ecco che le idee incamerate del pensiero riescono ad uscire
e così che la mano, impugnata la penna, ritorna
ed è così che la musica risale

ed e così che ricomincia la danza

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Riflessione su ciò che ci sta accadendo intorno.

24 novembre 2011

Ciò che dirò potrà sembrare un po troppo tendente alla teoria del complotto mondiale. Ma inseguito agli ultimi eventi cosi evidenti, posso dedurre che ciò che ci sta accadendo intorno sia quasi come un disegno di un elite potenti che mirano al dominio economico e finanziario che essi siano massoni, banchieri, N.W.O, o qualsivoglia formai di setta, gruppo o cerchia di persone molto potenti e riservate con l’ obbiettivo di dominare l’ intero globo e di muoverne i fili a loro piacere cosa che già essi fanno da secoli. Ma il punto è che ora come ora i movimenti che essi compiano sono cosi spudorati e visibili da tutti, ad esempio le rivoluzioni che stanno accadendo nel Nord Africa, la crisi economica che sta inghiottendo l’intero pianeta, la quasi caduta della moneta unitaria europea….i continui cambi di potere e di leader politici negli stati del mondo. Ad ogni modo non voglio sembrare una di quelle puntate di Mistero in cui vediamo strani tizi profetizzare su il nostro futuro e su chi ci dominerà….questa piccolo articolo o pensiero come lo si vuole interpretare non è altro che uno dei tanti pensieri che vagano nella mia mente e che volevo condividere con chi segue il nostro blog.

Un saluto a tutti, Bubba ” I Mondi del Sognatore. “

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Le marionette . ( I burattinai taglieranno i loro fili ?? )

24 novembre 2011

Racconteremo hai nostri figli di come siamo stati incapaci di fermarli.
Di come ci siamo fatti soggiogare.
Che siamo stati ciechi di fronte alla verità.
Di come hanno mossi i fili del nostro mondo, e di come noi glielo abbiamo servito su un piatto d’argento.
Il potere nelle mani dell’ elite.
Pochi i fautori del nostro futuro.
Schiavi dei pochi, uno dei tanti.
Come spiegheremo tutto questo hai nostri figli.
Come potranno mai perdonarci di essere stati cosi sciocchi, ed ingenui come faranno??
Un unica certezza abbiamo che solo piccole marionette siamo.

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La fredda verità.

27 ottobre 2011

Il disco continua a girare, e i tuoi occhi ormai stanchi si chiudono delicatamente.
Dolce creatura, amico, amore…dormi tranquilla.
Fuori dalla finestra è freddo, un vecchio uomo seduto su una panchina fischietta la canzone.
Mi guarda, mi sorride le sue rughe sembrano svanire.
Il tempo è fermo tutto fermo intorno a noi.
La Musica si ferma il freddo torna a pungermi.
Tutto svanisce come un vecchio ricordo, le dolci sensazioni non ci sono più.
Tu non sei più accanto a me, quella non è più casa mia.
E ora di alzarsi e smettere di rimpiangere il tempo passato.
E ora di tornare alle nostre rughe e al freddo.

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Fiamme rosse sulla città segretà.

9 ottobre 2011

Fiamme rosse sulla città segreta, oscure mani calano su di lei.
Risuona un antica canzone lungo le sue vie ormai vuote.
Carte e frammenti di memoria svolazzano urtando le morte pareti.
Una bambola di porcellana riflette il grande fumo rosso dai suoi occhi di vetro.
Il forte vento fa da padrone nella città segreta, portando via con se il rosso fumo.
Il sole torna ad illuminare gli alti palazzi, i suoi raggi mostrano la follia.
Il mostro, la bestia, ciò che erano.
E poi dopo il nulla, solo una traccia di quella crudele civiltà.
Solo un esile ricordo di tutto ciò.

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Astratto

23 settembre 2011

Concediamoci a noi stessi, per una volta.

Sentiamo l’odore della pioggia, il sapore di una mattinata solitaria ma felice.

Tutto scorre velocemente ed ogni mia sfumatura macchia le pareti di colori inesistenti, impercettibili ad anima nuda. Fotografie appaiono vicino a te come se fosse una qualche presenza a volerti parlare. Non ho ancora abbracciato la luce da quando mi sono confusamente, pateticamente alzato con gli occhi rivolti al soffitto. La ventola, immobile, piange lacrime malinconiche su di me, rendendomi sterile da ogni pensiero nero o bianco. La consapevolezza di andare incontro ad un giorno banale quanto devastante e cattivo mi crolla addosso, mi fa male e mi ride in faccia; mi ride in faccia talmente da vicino che posso sentire la sua cornea contro la mia. Preme e distrugge ciò che resta di me e delle mie emozioni. Mi alzo con la testa che fluttua e mi dirigo silenziosamente in cucina. La casa, apparentemente vuota, mi conforta, mi consola. Non ho più nemmeno la forza di arrabbiarmi. Non ho più niente di concreto che renda il tutto un minimo astratto, perchè è questo che vogliamo, no? L’astratto.

L’astratto.

Il sentire i brividi che ti agguantano i piedi e ti fanno sentire al sicuro.

Il percepire la sicurezza della semplicità in una domenica piovosa.

Se riesci a capirmi, aiutami. Se riesci a provare ciò che sto provando io, parlami. Parlami attraverso un pezzo di carta immaginaria imprimendo questo finto inchiostro su uno sciupa-occhi. Fallo, se ti accorgi che come un’onda mi faccio del male scagliandomi su uno scoglio grigio. Come uno scoglio grigio in mezzo al niente.

L’astratto.

 

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Scenari

19 settembre 2011

Un aquila vola leggiadra nel cielo blu del deserto.
Il vecchio capo indiano osserva la scena su la grande rupe.
Una lacrima solca il suo viso, rimpianto dei tempi passati.

Lontano da li una scintilla di fuoco illumina un buio vicolo.
Un gatto spelacchiato rovista nei rifiuti.
La sigaretta del tormentato detective è ormai accesa.

Il sudore cade giù dalla fronte di un operaio.
I fumi fuoriescono dalle ciminiere.
Le mani sporche di grasso scivolano giù dalla pressa.

Ragazzi che rincorrono un pallone su un vecchio campo.
Le scarpe si logorano sul cemento.
E la gioia invade la periferia.

La mia mente vola, si accende, scivola, rincorre tutti questi scenari.

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Perso nel nulla.

14 agosto 2011

Tutto intorno gira senza mai fermarsi.
Suoni e rumori invadano le mie percezioni.
Un vecchio uomo suona il piano sul marciapiede.
I miei pensieri si frantumano sulle sporche pareti.
Un pallone rotola giù per la discesa.
Gli occhi luccicanti di un cane mi osservano.
La mia anima spazzata via dallo sfregare delle mie scarpe sul cemento.
Vecchie signore che strillano dai balconi.
Una voce mi guida in questo caos.
Non sono più padrone della città.
Non sono più padrone di me stesso.
Ho paura, molta paura.
Nessuna mano mi afferra per portarmi via…via da questo incubo.

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